• Ginevra dell'Orso

Frutta in città: perché no?

Questo articolo nasce da un post in cui ci si domandava il motivo per il quale gli alberi da frutto non vengano quasi mai piantati nelle nostre città: non sarebbe bellissimo passeggiare per strada stuzzicando qua e là qualche frutto trovato lungo il percorso? In fondo, il cibo dovrebbe essere fresco e fruibile da tutti. Cosa c'è che non va? Lo abbiamo chiesto all'architetto Bruno Mongiardo, specializzato in bio-edilizia, architettura del paesaggio e in orto-design.



DOMANDA: Ginevra dell'Orso

Come mai negli spazi comunali delle città e dei vari centri urbani non vengono quasi mai messi alberi da frutto?


RISPOSTA: Arch. Bruno Mongiardo

I motivi sono molteplici, ma fondamentalmente intervengono ragioni di tipo estetico e pratico. Quando viene concepito uno spazio verde, si tende a privilegiare l'impatto scenografico che potrebbe avere; è meglio piantare un acero campestre dalla folta chioma, che non fa frutti e con poca manutenzione, piuttosto che un arancio che richiede diverse attenzioni.




DOMANDA:

Ci puoi fare un esempio di ragioni pratiche?


RISPOSTA:

Un esempio sciocco? I reclami della gente, che si ritrova le macchine sporche di frutti spiaccicati sul tetto. Un esempio concreto molto importante: gli alberi che vengono piantati vicino ai marciapiedi, devono necessariamente avere un apparato radicale molto profondo, per evitare che le radici stesse sollevino il manto stradale, deformandolo.


DOMANDA:

Esistono alberi da frutto commestibili con radici profonde?


RISPOSTA:

Si, certo che esistono! Gli agrumi ne sono un esempio: tuttavia, richiedono manutenzione, come la potatura. Oppure i ciliegi: perdono le foglie e i frutti, quando cadono, rendono appiccicoso e viscido il suolo. E poi, c'è da dire che non tutti gli alberi si prestano alla crescita in città. Ci sono alcune varietà che sono più adattabili all'inquinamento, all'accumulo di polvere sottili, al passaggio di macchine e al rumore costante di una via trafficata. Altri alberi, che mal sopportano questo stress, smettono di fare frutti.


DOMANDA:

Quindi, alla fine, come nei prodotti alimentari, si guarda più all'immagine che al contenuto...


RISPOSTA:

Si, in parte è così, anche se c'è una tendenza rivoluzionaria in atto, che vuole privilegiare un impatto emotivo differente. Vedi, un albero come la Jacaranda è certamente scenografico e sbalorditivo quando è in fioritura, con la sua chioma piena zeppa di fiori lilla e dal profumo ipnotico. Se lo confronti ad un albero d'arancio, in termini di bellezza, non ci sono paragoni! Però, come sempre, una cosa non esclude l'altra. Negli Stati Uniti, ad esempio, è da un po' di tempo che nelle grandi città come Los Angeles e New York, iniziano a vedersi anche alberi pieni di frutta. E non solo: si stanno rivalutando varietà dimenticate, forse poco produttive per la grande distribuzione ma molto particolari in fatto di gusto e bellezza. Esistono anche nuovi movimenti che rivendicano spazi dismessi e abbandonati per creare parchi con alberi da frutto, al fine di nutrire gli abitanti e, ovviamente, la terra stessa.


DOMANDA:

Come la mettiamo con il fattore inquinamento?


RISPOSTA:

Come tutti noi sappiamo, gli alberi diminuiscono l’inquinamento, assorbono anidride carbonica e ci forniscono ossigeno nel processo di fotosintesi: migliorano la qualità dell’aria, drenano l’acqua in eccesso causata dalle piogge e sono riparo e casa per altre piante e animali. E non solo: rimuovono quantità significative di inquinanti gassosi e particelle dall'aria. In sintesi, migliorano l'ambiente in cui viviamo! Soprattutto nelle città, gli alberi sono di grande aiuto in quanto riducono il rumore, producono ombra e, più di tutto, forniscono un collegamento tra l'estetica urbana e la parte più ancestrale dell'uomo... Il loro impatto sull'economia reale, ovvero cibo gratis e pronto all'uso, viene troppo spesso dimenticato; la natura ci offre questo dono inestimabile, e noi neanche ce ne accorgiamo.

DOMANDA:

Ma la frutta colta da un albero sito su un viale molto trafficato da automobili, non è pericolosa per la salute?


RISPOSTA:

Si, certamente non si può dire pulita e immacolata. Ma cosa dovremmo dire di tutta quella frutta cresciuta a base di concimi chimici dati alla terra e pesticidi spruzzati durante tutto il periodo di produzione? Cosa fa più male? Diciamo che la verità sta nel mezzo: l'ideale sarebbe piantare questi alberi da frutto in strade pedonali o in aree con poco traffico.


DOMANDA:

Esistono studi in merito?


RISPOSTA:

Si, certo: il dipartimento di Animals & Plantes Sciences dell’Università di Sheffield sostiene che la frutta cresciuta in città è meno inquinata di quella cresciuta con i metodi classici industriali, sia per l'assorbimento aereo che per la crescita sui suoli inquinati: infatti non è trattata chimicamente con fertilizzanti o pesticidi e non subisce tutti quei procedimenti post-raccolta, come la maturazione tramite etilene, per esempio. Diciamo che le particelle inquinanti riescono ad essere facilmente rimosse con un lavaggio profondo, magari unito ad un po' di bicarbonato.


DOMANDA:

E rispetto ai metalli pesanti?


RISPOSTA:

Numerosi studi confermano che la contaminazione del terreno con metalli pesanti non ha alcun impatto sulla qualità della frutta; infatti, a differenza di molte verdure, la frutta degli alberi non è a contatto con il suolo e questo la preserva dall'essere intaccata da sostanze velenose presenti sul terreno.


DOMANDA:

Quali varietà si prestano di più a crescere nei centri urbani, considerando il fattore radici, stress e tutto il resto?


RISPOSTA:

Diciamo che in linea generale ci sono i noci, i castagni e i noccioli: si prestano bene i citrus (aranci, mandarini, limoni, ecc), i susini, i peschi, ma anche i meli e i peri.


DOMANDA:

La tua opinione conclusiva? Se dovessi progettare un corso importante di un grande centro urbano, saresti a favore a piantare alberi da frutto=


RISPOSTA:

Innanzi tutto il buon senso: sono a favore degli alberi da frutto in città e centri urbani, ma preferibilmente in strade pedonali o a bassa densità di traffico di automobili, oppure nei parchi e giardini pubblici. Sono a favore della sperimentazione di nuove varietà e alla trasformazione dell'idea del verde urbano in generale. E infine una piccola riflessione: vogliamo considerare quanto sia più bello raccogliere un frutto con le proprie mani piuttosto che trovarlo già raccolto e incartato in un supermercato? Non è solo una questione nutritiva, ma direi "emotiva"...

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