• Elena Perrotta

Curiamoci e dissetiamoci con il Sambuco

Quando non c’era il computer e il cellulare, bisognava inventarsi i giochi e nei pomeriggi estivi ci si divertiva a prendere con le mani lo scarabeo, un coleottero con il dorso verde brillante. Lo si trovava pasteggiare sul fiore del sambuco, nonostante sia un parassita per la pianta.


Appartenente alla famiglia delle Caprifoliacee, il Sambucus Nigra è la specie più frequente: nelle siepi, nei boschi radi, nei terreni incolti e nelle vicinanze dell’abitato come pianta ornamentale. Ha l’aspetto di un arbusto cespuglioso e legnoso che può raggiungere anche 7-8 metri di altezza, particolare che lo distingue dal Sambucus ebulus che cresce fino ad 1,5 metri, i cui frutti però sono molto tossici.

L’alberello della specie nigrum presenta una corteccia grigio scura, verrucosa, rami molli con midollo bianco, foglie verde brillante, picciolate, opposte, forma ovale-lanceolata-appuntita con il bordo seghettato. I fiori sono bianchi-giallognoli, profumati e raccolti in ombrelle piatte. Il frutto è una piccola bacca succosa che a maturazione assume un bel colore nero lucente.


Tutte le parti descritte hanno azioni medicamentose: la corteccia verde, che si trova sotto a quella esterna, è la più attiva come lassativo, emolliente e diuretica per la presenza di mucillagini. Si prepara un decotto con 30 g di corteccia, raccolta in autunno e ben essiccata in mezzo litro di acqua, da bere in giornata.

Le foglie sono purgative e leggermente anestetiche, si raccolgono in estate ed anch’esse devono essere essiccate prima dell’uso, in maniera da far scomparire l’alcaloide presente che può essere tossico. Attenzione a non usare le foglie fresche perché provocano vomito, meglio farne un decotto con 10-15 g di foglie in 300 g di acqua, bollire per 2-3 minuti, e bere a digiuno.

I fiori del sambuco si raccolgono in Maggio - Giugno, e hanno proprietà terapeutiche straordinarie, ad iniziare dalla forte azione sudorifera utile per combattere gli stati febbrili e malattie da raffreddamento delle vie bronchiali. L’olio essenziale è ricco di acidi grassi e di flavonoidi utili a migliorare la circolazione sanguigna periferica ed eliminare quella fastidiosa pesantezza delle gambe. Un cataplasma di soli fiori può essere utile per i geloni e attacchi di gotta, un infuso con 8-12 g di fiori in 200 g di acqua, da bere al bisogno.


I frutti del sambuco invece si raccolgono a settembre-ottobre ben maturi e poi fatti essiccare prima dell’uso: anche questi hanno proprietà lassative e purgative. Per il loro colore sono ricchi di polifenoli, antociani, quindi antiossidanti e protettivi dei capillari sanguigni. In cucina si possono usare i frutti per la preparazione di gelatine, confetture e biscotti: non consumare in dosi elevate per evitare nausea, vomito e dolori addominali.

Il roob di Sambuco (preparazione simile allo sciroppo ma con l'aggiunta aceto di mele e molto più denso) si prepara cuocendo le bacche, filtrando e portando il liquido ad una consistenza sciropposa: si conserva in vasi di creta. Un cucchiaio di roob in acqua dà una bevanda rinfrescante e diuretica.

Con i fiori si prepara Hugo, un aperitivo leggermente alcolico molto diffuso nel Trentino, Austria e Germania: 2-3 cubetti di ghiaccio, 3/10 di sciroppo di sambuco, 7/10 di prosecco, un paio di foglioline di menta ed una fettina di limone o lime.

Per la preparazione dello sciroppo esistono molte ricette: semplice, con aggiunta di aceto di mele o acido citrico, ma la versione che ho scelto è la prima. Per 2 litri di sciroppo occorrono: 2 litri di acqua, 25 fiori di sambuco belli freschi, 9 limoni non trattati, 1 kg di zucchero. Mettere i fiori in una ciotola con i limoni tagliati a fettine. Scaldare l’acqua in un pentolino con lo zucchero, spegnere al bollore. Versare il liquido ottenuto nella ciotola con i fiori ed i limoni. Lasciare macerare per 24 ore. Togliere i limoni e spremere bene i fiori. Conservare in luogo fresco. Consumarlo aggiunto semplicemente in acqua fresca, come bevanda dissetante, per preparare aperitivi con aggiunta di vino bianco, oppure come aroma per dolci o confetture.

Elena Perrotta

farmacista appassionata di piante officinali, con le loro virtù e proprietà medicamentose. Ora che è libera dal lavoro, si dedica a raccontare, in maniera semplice,tutto ciò che conosce del meraviglioso mondo floreale

https://elenaperrotta.wordpress.com

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