• Ginevra dell'Orso

Iperico, il portatore di luce

Nelle pagine consumate degli antichi testi di guarigione, si parla di una pianta le cui lacrime sono magiche, usate a scopi spirituali e addirittura soprannaturali: si tratta dell'Iperico o Erba di San Giovanni, il cui vero nome è Hypericum perforatum. E' una delle piante che mi hanno da sempre affascinato, sia per il misticismo che l'accompagna, sia per gli effetti portentosi che ha sulla pelle e sulla mente, non comuni per una piantina dall’aspetto così esile e gentile: soprannominata da molti come una pianta magica, vanta una ricca storia, caratterizzata da sfumature culturali e leggende ancora oggi molto intriganti.

Hypericum Perforatum Come sempre, mi piace partire dall'analisi del nome, in cui è racchiuso il significato di questa pianta: hypericum, infatti, deriva dal greco hyper, che significa “sopra”, ed eikon, che vuol dire “immagine, apparizione” ma anche "fantasma". Ippocrate e anche Dioscoride sostenevano che “al di sopra” indicasse l'essere immune alle apparizioni demoniache e alla magia nera. E infatti, un altro nome dell'Iperico è proprio scaccia diavoli, in riferimento alla convinzione che l'erba fosse così odiosa per gli spiriti maligni che anche un soffio di essa li avrebbe indotti a dileguarsi per sempre.

Perforatum invece si riferisce al fatto che le foglie, messe controluce, appaiono appunto "perforate": in realtà, si tratta di piccoli pori oleosi contenenti Ipericina, ovvero un olio di colore rosso rubino. Ma l'aggettivo "perforato" ha anche un altro significato, legato appunto al misticismo di questa pianta: simboleggia il corpo di Cristo flagellato, perché i fori trasparenti delle foglie sono state associate alle ferite ed è per questo che è stata anche soprannominata la "pianta della flagellazione".

Il figlio del sole Nelle antiche culture in cui si celebrava il solstizio, l'Iperico ha giocato un ruolo di grande impatto; la forma e il colore dorato dei suoi fiori ricordano infatti il sole, e per questo veniva considerato un "portatore di luce". E non solo: il tempo balsamico dell'Iperico, ovvero il momento in cui la pianta ha la maggiore quantità di principi attivi e pertanto andrebbe raccolta, coincide proprio con il solstizio d'estate, che è appunto il giorno più lungo dell'anno, in cui la luce solare domina sulle tenebre. Non a caso, l'iperico è anche un ottimo anti-depressivo, come se avesse catturato la vitalità dei raggi solari per restituiri a coloro che ne hanno più bisogno. Infatti, tra il 23 e il 24 Giugno si festeggia una notte molto particolare che inizia il 23 mattina e prosegue sino a notte fonda, quando cade il solstizio d'estate; il giorno più lungo dell'anno, l'evento magico dell'unione tra Sole e Luna, pieno di energie benefiche.

Perchè è l'erba di San Giovanni? La leggenda narra che furono i primi cristiani nel primo secolo d.c. ad aver nominato l'Iperico come Erba di San Giovanni, in onore al loro amato Giovanni Battista, visto che i fiori dai colori gialli vivaci di solito si espongono proprio intorno al 24 giugno, in cui si celebra appunto il compleanno del Santo (da notare che è l'unico santo di cui si festeggia il compleanno e non il martirio). E' in questo periodo che l'Iperico si erge dritto al sole e spunta ovunque lungo i fossati e nei boschi. Ma non solo: l’Iperico è l’erba di San Giovanni addirittura due volte, perché un’antica leggenda lo lega anche alla devozione  verso  Giovanni l’Apostolo, l'autore dell'Apocalisse. Si narra che l'apostolo Giovanni,  quando lasciò il Calvario della crocefissione, raccolse dei fiori di Iperico in memoria del suo Maestro. La disposizione sorprendente dei suoi cinque petali gialli assomiglia ad un'aureola che, quando viene colta, sprigiona un liquido rosso cremisi che alcuni credevano simboleggiasse il sangue versato del loro amato Giovanni.

La leggenda della pianta scaccia diavoli Un'altra leggenda vuole che proprio durante il solstizio, si radunassero in cerchio tutte le streghe per compiere i loro magici sortilegi: pertanto, per proteggersi, era necessario accendere i falò rendendo luminosa anche la notte più breve dell'anno, preparare infusi e compiere riti particolari. L'Iperico faceva parte delle piante mistiche di protezione: ad esempio, era famosa l'acqua di San Giovanni, ovvero un'acqua riempita di fiori di Iperico uniti ad altre piante magiche, e lasciata esposta durante tutta la notte e la mattina, fino a quando non avesse imprigionato l'essenza magica delle piante e le energie del solstizio. Il giorno seguente, ci si doveva lavare le mani e il viso per essere immuni da ogni tipo di incantesimo.

Per secoli fu chiamata anche "Fuga daemonorum" ovvero scaccia diavoli da numerose popolazioni d'Europa: la credenza secondo cui l'Iperico conferiva protezione contro gli spiriti maligni, la si deve in parte al fatto che gli antichi guaritori la usavano come trattamento alla "malinconia". Si supponeva che in momenti di tristezza e abbattimento,  le forze negative e i demoni trovassero rifugio e forza in coloro che provano questi stati d'animo. A partire da questo presupposto, l'Erba di San Giovanni è ancora oggi utilizzata per trattare ciò che ora conosciamo come lieve depressione o stati d'ansia.

L'anti depressivo Dopo essersi fatti una ferita, non si prova solo dolore fisico, ma si tende ad avere una certe dose di ansia o di turbamento emotivo: un tempo, dopo aver somministrato l'olio di Iperico direttamente sulla ferita, si era soliti bere un'infusione (tè ottenuto dalla cottura a vapore delle foglie e dei fiori) di Erba di San Giovanni poichè si era notato un effetto calmante e sedativo. L'Iperico cominciò quindi a guadagnarsi la reputazione di portare chiarezza e senso di calma e la conclusione naturale fu che l'Erba di San Giovanni possedesse un po' di quel potere in grado di proteggere le persone dal tormento. Numerosi scritti continuarono per tutto l'800 a elencare l'iperico per il trattamento della malinconia e dell'ansia.

L'Iperico ai giorni nostri Oggi l'Iperico è utilizzato per le depressioni leggere, come sedativo, antisettico e capace di curare il malumore e l’ansia: infatti aumenta i livelli di serotonina che agiscono sul sonno e sull’umore, regolando la produzione di melatonina. E' ideale per gli sbalzi d'umore, la tristezza, l'insonnia, stati di esaurimento nervoso o di malessere cronico. Questa piccola piantina è di grande aiuto anche per rasserenare i nervi e migliorare la influisce positivamente sulla qualità del sonno, gli incubi e i sudori notturni. Alcuni hanno utilizzato l'Iperico per curare gli stati depressivi causati dalla mancanza di luce solare, chiamata anche SAD (Sindrome Affective Disorder, in italiano disturbi stagionali dell'umore).

Come preparare un infuso Adesso non resta che scegliere una giornata di sole di metà Giugno, calda e secca, e andare in cerca di fiori di Iperico: come abbiamo visto, se ne possono fare vari usi, sia interni che esterni. Se si vuole fare un infuso rilassante, prendi una manciata di sommità fiorite, che possono essere fresche, appena raccolte, oppure precedentemente essiccate. Poi basta immergerle in acqua fredda (circa mezzo litro) e portarla a bollore. Poi spegni il fuoco, copri con un coperchio e lascia riposare per almeno 15 minuti. Filtra e bevi una tazza mattino e sera per un periodo di almeno un mese. Il mio consiglio è di addolcirlo con un po' di miele perchè il sapore è amarognolo e del tutto particolare.

Come utilizzare l'Iperico per uso esterno Esternamente, questa pianta è usata in modo simile all'Arnica, con la differenza che la si può applicare anche sulle ferite aperte: l'olio di iperico è ideale per i lividi, le contusioni, le distorsioni, i dolori muscolari e articolari, la sciatalgia, il mal di schiena, i dolori alla cervicale, ecc. Grazie al principio attivo dell'Ipericina, che ha proprietà cicatrizzanti e antinfiammatorie, l'olio di Iperico si può anche usare sui tessuti ustionati, nelle scottature e sugli eritemi solari. Prossimamente vi proporremo la ricetta per fare questo "miracoloso" unguento, anche molto utile per mantenere giovane e tonica la pelle del viso.

Conclusioni L'erba di San Giovanni, questa piccola piantina gialla e radiosa che ricorda una piccola aureola, è il simbolo della luce che vince sull'oscurità, della malinconia che si dilegua davanti alla calma e alla serenità, e che infine è capace di curare non solo le ferite del corpo ma, soprattutto, dell'anima troppo sensibile. L'Iperico è la pianta a cinque punte che ricorda in ogni cosa il Sole, che dall'esterno entra in ognuno di noi a portare una luce che irradia e scalda, ma senza bruciare. A questo punto, non resta che augurarvi buone passeggiate tra i boschi e ci vediamo prossimamente per parlare di un altro fantastico fiore.


Controindicazioni: Si raccomanda di non esporsi alla luce solare o artificiale subito dopo aver utilizzato l'olio di iperico, poichè è altamente fotosensibilizzante, ovvero tende ad amplificare gli effetti dei raggi solari sulla pelle, soprattutto se si ha la pelle chiara.

Dosi giornaliere La dose giornaliera normalmente consigliata è di 2-4 grammi di droga grezza, pari a: 600-1200 mg/die di estratto standardizzato (contenente il 2-6% di perforina, lo 0.1-0.3% di ipericina, e il 2-4% di flavonoidi). Gli effetti sul tono dell'umore compaiono dopo circa 10-15 giorni di terapia.

Effetti collaterali Effetti collaterali minori, come nausea, astenia ed irrequietezza, sono stati osservati in una percentuale che va dal 2,4 al 7,4% dei pazienti trattati. L'uso di iperico è sconsigliato durante la gravidanza, l'allattamento e in pediatria. Occorre evitare l'utilizzo di iperico in contemporanea all'uso di altri antidepressivi di sintesi.

Il Calendario delle erbe officinali e spontanee è il modo migliore per poter consultare, ad ogni stagione, quali piante crescono sul nostro territorio. Grazie alle immagini e ad un indice analitico, è possibile riconoscerle e controllare il mese esatto in cui nascono e fino a quando è possibile raccoglierle.

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