• Ginevra dell'Orso

Il vocabolario dell'orto

Quante volte sentiamo parlare di "sovescio" o di "terreno sciolto" senza sapere esattamente di cosa si tratti? Sembrano termini complessi e lontani dall'uso comune, ma basta prendere un po' di confidenza per diventare esperti nella terminologia corrente dell'ortosofista (anche se questo termine lo abbiamo inventato noi). Ecco un elenco semplice, dalla A alla Z dei termini più utilizzati:

ACARI      Piccoli ragnetti parassiti che appartengono alla classe degli Aracnidi.

ACCLIMATARE      Abituarsi a un nuovo clima; viene inteso per le piante che, per esempio, sono cresciute in semenzaio protetto e devono abituarsi alla temperatura e alla luce presenti in esterno.     

AFIDl    lnsetti parassiti delle piante, di cui ne compromettono la salute.

ALLESSATURA    E' una degenerazione dei germogli delle piante che sembra siano stati, appunto, lessati. La causa di questo fenomeno solitamente è una gelata improvvisa o un'insolazione.

APICALE      Si dice di organo o appendice che è situato all'apice.     

APICE VEGETATIVO    Estremità in accrescimento di fusto o radice.

ASCELLA      È la zona compresa tra la base del peduncolo fogliare e il ramo (o fusto erbaceo) su cui lo stesso è inserito. Si parla comunemente di fiori e di gemme ascellari riferendosi a quelli che spuntano in tale zona.     

ASFISSIA RADICALE   E' un fenomeno che si crea a causa dell'eccessiva presenza di acqua in terreni troppo argillosi e compatti: questo non permette alle radici di respirare. L'apparato radicale è quindi soggetto più frequentemente a marciumi.    

BACCELLO      Frutto secco composto da un carpello che si apre lungo una sutura su entrambi i lati.     

BORDURA Porzione di terreno estesa in lunghezza che delimita un'aiuola o affianca un viale.

BULBILLO Gemma che si sviluppa nella parte aerea o sotterranea di una pianta; ha forma di piccolo bulbo e può essere prelevata e piantata individualmente, per farle mettere radici.

BULBO   Grossa gemma sotterranea con fusto breve circondato da foglie.     

CASSONE Contenitore utilizzato per proteggere le piante delicate, chiuso nella parte superiore da un telaio vetrato.

CIMATURA    Intervento di taglio (potatura) sulla vegetazione tenera; si applica staccando la cima di un getto della pianta.    

CLOROSI Malattia delle piante che provoca il progressivo ingiallimento delle parti verdi a causa della mancata produzione di clorofilla.

COLLETTO   Parte della pianta che segna il limite tra l'apparato radicale e il fusto. Si può notare solo nelle giovani piante.

COMPOSIZIONE CHIMICA   Si riferisce alla qualità e alla quantità di elementi minerali e organici: azoto, ferro, fosforo, potassio, magnesio, sodio, ecc.

CONCIME TERNARIO    Si intende quel tipo di concime in cui sono presenti i 3 elementi principali relativi alla fertilità, ovvero l'azoto, fosforo e potassio.      

COTILEDONI Si intendono una o due foglie già presenti nel seme che avvolgono proteggendo l'embrione. In fase di germinazione sono le prime a fuoriuscire dal terreno.

CRITTOGAME    Termine con cui si indicano genericamente gli organismi vegetali parassiti delle piante.     

CULTIVAR Termine composto dalla prima parte dei vocaboli inglesi "cultivated e variety", che indica le varietà coltivate di una specie botanica, in genere frutto di ibridazione condotta dall'uomo.

DIRADAMENTO    Operazione con cui, dopo il germogliamento, si riduce per selezione il numero delle piante coltivate; si esegue anche su gemme, fiori o frutti.     

DISSODAMENTO Aratura profonda realizzata su un terreno allo scopo di riattivare la circolazione di aria e acqua; favorisce anche l'attività dei microrganismi, e aumentandone la fertilità.

DIVISIONE Sistema di produzione che consiste nel recidere una parte della pianta madre, munita di gemme e radici, per farla crescere individualmente.

DRENAGGIO Capacità del terreno di far fluire l'acqua al suo interno

ERMAFRODITO  Pianta che presenta nello stesso individuo organi riproduttori maschili e femminili.

FASI FENOLOGICHE   Insieme degli eventi che avvengono nella vita di una pianta: germogliazione, fioritura, fruttificazione, ecc.     

FEMMINELLA    Il termine femminella viene usato per indicare un germoglio erbaceo che si sviluppa all'ascella delle foglie o sulle branche nelle piante arboree: questi germogli sono spesso eliminati in quanto assorbono energia vitale alla pianta.  

FERTILIZZANTE Sostanza naturale o chimica che si somministra al terreno per integrarvi gli elementi nutritivi che stimolano la fertilità per lo sviluppo delle piante.   

FITOFAGO   Si dice di animali, tra cui gli insetti, che attaccano le piante, nutrendosi dei suoi tessuti.    

FITTONE (Radice) Il fittone è la radice principale dell'apparato radicale delle piante: un esempio di fittone è la parte arancione delle carote impiantate saldamente nel terreno grazie ad esso.    

FOTOSINTESI    Trasformazione dell'anidride carbonica in sostanza organica (carbonio organico, come zuccheri, cellulosa grassi ecc.). Ha luogo nelle piante verdi grazie alla presenza di clorofilla, la quale permette ai vegetali di elaborare sostanze organiche complesse a spese di semplici sostanze organiche (anidride carbonica e acqua) con l'intervento dell'energia luminosa.     

GERMINAZIONE      Processo di sviluppo della pianta dal seme.    

GERMOGLIO Primo stadio di sviluppo di rami o piante, generato da gemma o da seme.

IBRIDAZIONE    Incrocio tra individui diversi per uno o più caratteri ereditati.

IBRIDO      Pianta originata dall'incrocio tra piante appartenenti a specie diverse.     

INNESTO Tecnica che consiste nell'inserimento su una pianta di un organo vegetale, una gemma o un ramo, appartenenti ad un'altra pianta. Si pratica per migliorare la resistenza di piante da frutto e da fiore.

IMBIANCHIMENTO  Si tratta di un operazione atta a proteggere una parte o tutta la pianta dalla luce solare. Tramite  una copertura con paglia, carta o terra si protegge la pianta dalla luce e i gambi o foglie diventano così di colore chiaro o bianco e di consistenza tenera.


INFESTANTE      Pianta priva di interesse a livello orticolo, che cresce nelle coltivazioni assieme alle piante utili, spesso compromettendo la crescita delle piante a noi interessate.    

LETTO Strato di terreno utilizzato per la coltivazione delle piante delicate, protette da cassoni; può essere freddo o caldo, a seconda che venga riscaldato o meno con letame fermentato o con lampade.

LOTTA BIOLOGICA    Metodo di difesa dai parassiti delle piante che utilizza la rivalità naturale tra organismi viventi, così da controllare i parassiti di una coltura senza distruggerli totalmente ma limitandone lo sviluppo: un esempio è l'utilizzo di coccinelle per distruggere le colonie di afidi.

MESSA A DIMORA Operazione con la quale una pianta viene sistemata nella sua collocazione definitiva, dove si svilupperà.

MICROELEMENTI    Elementi minerali semplici presenti nel suolo in concentrazioni inferiori a un grammo per chilogrammo di terreno. La loro equilibrata presenza permette lo sviluppo ottimale delle foglie e dell'apparato radicale.

MICRORGANISMI    Con questo termine vengono indicati tutti gli esseri viventi presenti nel terreno ma visibili solamente attraverso una lente di ingrandimento.

PACCIAMATURA   Copertura della superficie del terreno con materiali che ostacolano la crescita delle erbe infestanti. Nell'orto il materiale migliore è sicuramente la paglia (a volte viene utilizzata anche la carta). È possibile usare anche telo non telo.

PANE DI TERRA Porzione di terreno o terriccio localizzato intorno alle radici e così mantenu­to per proteggerle nelle fasi di estirpazione dal vivaio e di trapianto.     

PERIODO VEGETATIVO Fase dell'anno in cui avviene la crescita della pianta.

PH Grado di acidità o alcalinità di un terreno. Si definisce neutro un pH pari a 7, acido se ha un valore inferiore e alcalino o basico se ha un valore maggiore.

PICCHETTATURA    Tecnica vivaistica che consiste nel trapiantare giovani pianticelle una o più volte in spazi sempre più grandi. Ciò consente un migliore sviluppo radicale e di conseguenza una miglior crescita della vegetazione.     

POTATURA Operazione di taglio dei rami, eseguita allo scopo di regolare la crescita, modificare l'aspetto della chioma, irrobustire la pianta e migliorare la produttività. Si pratica su alberi e arbusti.

RADICE Parte della pianta che ha la funzione di assorbire le sostanze nutritive e renderne stabile la collocazione. In genere è un organo sotterraneo ma può essere aereo per alcune pianti rampicanti.

REAZIONE o PH     In un substrato e terreno indica il rapporto reciproco tra sostanze acide e alcaline. Con la sigla pH 7 si indica la reazione neutra; con pH compreso tra 6 e 1 valori cre­scenti di acidità; con pH da 7 a 14 valori crescenti di alcalinità.     

RINCALZATURA Tecnica volta alla stimolazione della crescita delle radici e alla protezione dal gelo, che consiste nell'accumulo di terra alla base del fusto delle piante.

RIZOMA   Fusto sotterraneo o strisciante in superficie considerato organo di riserva e utilizzato per la riproduzione agamica perché porta gemme e radici.     

RUSTICA      Si intende quel tipo di pianta o di varietà che si adatta a qualsiasi tipo di terreno.     

SARCHIATURA   La sarchiatura è una lavorazione del terreno che consiste nel taglio o nel rimescolamento del suo strato superficiale lo scopo di distruggere le erbe infestanti, favorire la circolazione dell'aria nel terreno, agevolare nei climi freddi la penetrazione nel terreno del calore solare e ridurre l'evaporazione dell'acqua, interrompendo la capillarità del terreno, per trattenere l'umidità.

SCERBATURA    Operazione manuale con la quale si eliminano le erbe infestanti da una superficie coltivata.     

SEMENZAIO   Un semenzaio è un vero e proprio vivaio delle sementi dove vengono fatti sviluppare i semi di tutti i tipi di piante. A differenza della serra, il semenzaio è riscaldato naturalmente dalla luce solare. Può essere composto da un piccolo pezzo di terreno o cassetta o vaso, dove si mettono i semi a dimora e che, una volta diventati piantine, verranno successivamente trapiantati e coltivati in terra o in serra.

SEMINA A FILE   La semina a file è quella più usata, perché facilita le operazioni di rimozione di erbe infestanti e, soprattutto, l'irrigazione. Quando si effettua questo tipo di semina la prima operazione da fare è tracciare dei solchi regolari e paralleli con un bastone appuntito o una zappetta, ad una specifica distanza (a seconda delle sementi utilizzate) nei quali poi interrare i semi. Una volta interrati, si ricoprono con la terra accumulata ai lati dei solchi.

SEMINA A SPAGLIO La semina a spaglio è quella più veloce ed è detta anche ‘alla volata’: si effettua spargendo il seme in modo uniforme e poi coprendolo velocemente con un leggero strato di terra. Solitamente si pratica con i semi molto piccoli. Per ottenere una più regolare distribuzione dei semi, si mescolano questi alla sabbia o ad un po’ di terriccio di semina molto asciutto.

SEMINA A POSTARELLE La semina a postarelle, detta anche a buchette si effettua  collocando i semi, tre o quattro o più, in buchette che saranno equidistanti e disposte in file. Dopo che i semi sono stati interrati non molto in profondità, si passerà a  ricoprirli rastrellando il terreno in un unico verso.  

SGRONDO      Passaggio rapido dell'acqua attrave­rso il terreno che evita dannosi ristagni idrici.     

SOVESCIO      Il sovescio è una pratica che consiste nell'interramento di apposite colture allo scopo di mantenere o aumentare la fertilità del terreno. Negli orti a conduzione familiare si può effettuare tramite la vangatura. I risultati sono il miglioramento e la protezione del suolo attraverso. Particolarmente importante è il sovescio di leguminose, in quanto queste sono tra le poche specie vegetali in grado di fissare direttamente l'azoto atmosferico. Con tale sovescio si trasferisce, tramite l'azoto-fissazione, azoto dall'atmosfera al terreno.

STOLONE Fusto sottile che si sviluppa a contatto con il terreno e presenta gemme dalle quali emette radici; può essere separato dalla pianta e coltivato individualmente.

TERRENO ACIDO    Terreno che esprime valori di pH inferiori a 7 (in una scala che va da O a 14). I terreni moderatamente acidi sono generalmente tollerati dalla maggior parte delle piante coltivate.     

TERRENO ALCALlNO Terreno che esprime valori di pH compresi tra 7 e 14. È alcalino un terreno ricco di calcare.     

TERRENO CALCAREO    Terreno ricco di calcare e ossidi di calcio. Di solito un terreno calcareo è anche alcalino.     

TERRENO SCIOLTO  Terreno caratterizzato dalla presenza di particelle di dimensioni abbastanza grosse (sabbia, ghiaia, ciottoli). Questo comporta la presenza di numerosi spazi vuoti che determinano un rapido sgrondo delle acque.     

TERRENO VEGETALE    Rappresenta lo strato più superficiale del suolo (da 10 a 20 cm di pro­fondità), nel quale si concentra la sostanza organica e l'attività dei microrganismi. In esso si sviluppa prevalentemente l'apparato radicale delle essenze del tappeto erboso.     

TORBA   La torba costituisce uno dei materiali di natura organica più importanti utilizzati nella coltivazione delle piante. Deriva, in particolare, dalla vegetazione in zona paludosa di muschi e sfagni. La torba è ricca di detriti vegetali decomposti dall'acqua nel corso dei secoli. Per l'alto contenuto di sostanze organiche e la capacità di trattenere notevoli quantità d'acqua è uno dei substrati più usati nell'orto e giardino.

TUBERO    Organo sotterraneo, formatosi in seguito a un processo di adattamento di una parte della pianta, con funzione di riserva delle sostanze nutritive.     

VARIETÀ    Insieme di piante chiaramente contraddistinte per caratteristiche simili, appartenenti alla stessa specie e che, quando riprodotte, conservano i loro caratteri distintivi. Viene definita "sintetica" quando è ottenuta con un lavoro di miglioramento genetico incrociando liberamente tra loro un certo numero di individui preventivamente selezionati.   

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